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"In Cina per l'Expo,ecco come ti aggiro la censura cinese"

"In Cina per l'Expo,ecco come ti aggiro la censura cinese"

Di Francesca Romana Di Biagio |01 luglio 2010 |Categorie: Tecnologia

I trucchetti per aggirare la censura esistono e ci sono milioni di blogger cinesi che producono un’abbondanza di contenuti sconosciuta in Occidente”. Così Michele Travierso, giornalista per testate internazionali nell’ambito di tecnologia, aviazione, business e design, nonché blogger. In Cina dal 2004, Michele si occupa anche di progetti di information technology, curando la localizzazione di siti Internet e portali di importanti marchi.

Documenti l'Expo con foto e blog, ti hanno mai fatto problemi per accrediti stampa e visti giornalistici?

I corrispondenti devono accreditarsi presso il comitato di gestione dell'Expo. Tuttavia, dato che non è prevista la figura del free lance, bisogna essere creativi nell' organizzare la logistica degli accessi durante gli eventi. Io non seguo la politica o i temi sociali, quindi non ho avuto grossi problemi; bastano precauzioni tecnologiche minime, che però vedo che sono poco praticate, specie da colleghi europei. Il giornalismo è sempre stato un mestiere in cui le qualità umane sono preponderanti e questo vale specialmente per la Cina, dove piccole differenze nell' approccio alle questioni quotidiane portano a risultati molto diversi.

E' difficile la vita del blogger in Cina?

Per gli stranieri non è difficile, ma richiede pazienza. Come è noto, in Cina esiste un sistema di filtro dei contenuti, ironicamente chiamato the Great Firewall- con ovvi richiami alla famosa muraglia- che esclude tutte le principali piattaforme di blogging, da Twitter a Facebook, oltre ai contenuti ritenuti sensibili dal Governo, filtrati per parole chiave. E’ comunque relativamente facile da aggirare.

Come?

Per scavalcare la censura si utilizzano due strumenti principali: i proxy e le vpn (virtual private network). I primi sono adatti per un uso occasionale, mentre per chi trascorre periodi di tempo prolungati all'interno del paese, è consigliato uno dei tanti servizi commerciali di vpn, che però, essendo target dei sistemi di filtro, talvolta comportano problemi di connessione. Per trovare qualche nome, basta una veloce ricerca on line. Meglio non citare i servizi migliori, per ovvi motivi.

E con Google come è finita?

Hanno semplicemente spostato i server di Google.cn dalla Cina a Hong Kong (attenzione, su invito del governo, che è un dettaglio significativo poco conosciuto). Google.cn ha quindi cambiato l'estensione in .com.hk, rendendo di fatto l'uscita dalla Cina una questione più formale che pratica, almeno per gli utenti. Hanno ovviato all’ autocensura che Google.cn effettuava, compiacendo le leggi locali, raffinando i filtri basati su parole chiave - ma per l’ utente cambia poco, è più che altro un gesto simbolico.

Chi e quanti sono i blogger cinesi?

In Cina ci sono milioni di blogger e utenti di microblog di siti di video sharing, network sociali e forum; tutti producono contenuti in abbondanza, sconosciuti in Occidente. Per un cinese è relativamente difficile accedere a informazioni filtrate (nei pochi casi in cui interessano), ma è quasi più difficile per il resto del mondo accedere a pagine cinesi. I blogger che discutono questioni delicate, pur essendo in forte minoranza, sono piuttosto attivi nell' esprimere il proprio dissenso ed estremamente creativi nell'aggirare i filtri. C’è poi il fenomeno del cosidetto human flesh search engine, il motore di ricerca di carne umana, che assume forme, a volte, positive di giustiziere e guardiano contro i soprusi dei mandarini locali e talvolta negative, con fenomeni di mobbing piuttosto seri. Da non sottovalutare poi la spinta nazionalista che anima molti commentatori su forum e blog, anche in inglese, ogni qualvolta si affrontano certi temi.

Insomma, è corretto parlare di censura cinese?

E' corretto, ma va considerato che la censura in Cina è legata alla stabilità sociale. Basta passare anche poco tempo nel paese, per capire quanto facilmente la tensione possa salire. L'Internet cinese sta diventando sempre simile a una Lan e nessuno ci guadagna a lungo termine.

Per una volta e' stato divertente stare dall'altra parte della barricata.